mercoledì, 14 maggio 2008, ore 11:19
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copj13Ottant'anni e non sentirli. Questo è senza ombra di dubbio uno dei punti di forza maggiore di Elmore Leonard, indiscusso genio del genere pulp e noir. A lui si sono ispirati registi come Tarantino, e la sua abilità nella costruzione dei dialoghi e dei personaggi è emulata da molti, ma nussuno può eguagliarlo.
E non ci si dovrebbe stupire che, dopo più di quarant'anni dedicati a scrivere storie di uomini comuni e di stituzioni paradossali, lo scrittore americano raggiunga finalmente il suo apice narrativo con il nuovo romanzo Hot Kid. E la spiegazione è facile. Leonard naviga in acque sicure quando l'ambientazione è quella storica, nel caso specifico degli anni trenta, e gli riesce ancora più semplice costruire una storia nel classico scenario di gangster e impavidi difensori della legge.
Come al solito, la storia è costuita dando spazio più ai dialoghi che alle descrizioni, le parole sono misurate e non se ne potrebbe toglierne nessuna. Il ritmo incalzante, e le situazioni al limite raggiungono, in questo Hot Kid, un livello di eccellenza raramente visto.
La vicenda si svolge in Oklahoma negli anni Trenta. La situazione socio-politica conosciuta come Grande Depressione viene impersonificata da personaggi che si muovono all'interno di una società dove i valori come il proibizionismo o puritanesimo sono puntualmente soppiantati da fuorilegge che bevono e alimentano le attività dei bordelli. La legge non riesce a tutelare i privati cittadini che ricorrono alla giustizia personale ricorrendo ad armi e violenza.
I due protagonisti sono Carlos e Jack. Carlos, ragazzino di sani principi, si scopre presto portato alla giustizia, abilissimo con le armi e adorato dalle donne. Jack è un ricco e viziato figlio di papà. Per lui la sua famiglia vorrebbe il meglio e ne soffoca così l'identità portando presto allo scoperto quello che veramente Jack è: una persona a cui piace divertirsi con le pistole, la malavita e i soldi fatti derubando banche e gente come suo padre.
Dopo aver sconfitto insieme, una banda di razzisti da quattro soldi, Carlos e Jack sono costretti a trovarsi uno contro l'altro e la loro, sarò una guerra senza esclusione di colpi.
Quello che colpisce maggiormente in Hot Kid è l'estremo equilibrio nella narrazione. Essenziale e profonda, supportata da dialoghi mai così freschi e incisivi.
Hot Kid rappresenta inoltre il primo capitolo di una trilogia che Leonard vuole dedicare a Carlos Webster. Il secondo capitolo della saga già uscito negli USA ma ancora inedito in Italia, si i
ntitola Up in honey's room. Lo scrittore, durante alcune interviste, si è detto talmente coinvolto dalla storia di Carlos Webster da volerne raccontare ancora le gesta. Leonard non è solito a questo tipo di operazioni, ma talvolta ha reso felici le orde di lettori che lo seguono, con nuove apparizioni dei suoi personaggi più riusciti.
Hot Kid rappresenta un gioiello nel panorama noir. Inoltre un consiglio per tutti coloro che vogliono cimentarsi con la scrittura: leggere Leonard significa leggere quanto di meglio esista in fatto di costruzione dei dialoghi. Non esiste miglior scuola.


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lunedì, 12 maggio 2008, ore 21:04
scarabocchiato da LostWriter in

Sono appena rientrato da un lungo weekend romano all'insegna di tanto tennis, vip e belle ragazze. Ho seguito i quarti di finale e finale degli internazionali di tennis. Alla fine Federer non ce l'ha fatta ma sono altrattanto felice che il grande Nole abbia conquistato Roma.

E poi la carrellata di vip vari, tenniste in preparazione del torneo (partito oggi) e un unico neo; Serena Williams che si nega come una star di hollywood.

Ci sono moltissime cose ma il resoconto dettagliato arriverà con le foto. Pensate...sono finito anche al quartiere...non ve lo dico vedrete la foto :-D

Nel frattempo mi getto a capofitto a preparare articoli vari da pubblicare nei prossimi giorni.


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mercoledì, 07 maggio 2008, ore 18:09
scarabocchiato da LostWriter in

portada_01L’atteso secondo libro dell’autore spagnolo Carlos Ruiz Zafon, che ha scalato le classifiche di mezzo mondo con il suo L’ombra del vento, è uscito in Spagna con una tiratura di un milione di copie il 17 aprile 2008.

 

Il titolo Il juego del Angel (Il gioco dell’angelo) si apre nella Barcellona degli anni venti ed è un prequel del precedente L’ombra del vento. David Martin è un giovane giornalista. Una sera l’editore della testata ha un problema: gli mancano sei pagine per riempire l’edizione del weekend e poche ore per colmare questo vuoto. La maggior parte dello staff è già a casa si rivolge a david e gli commissiona un racconto breve. Il risultato è una storia di inaspettato successo e rappresenta il primo passo di David nella carriera di scrittore. Quando i romanzi di David iniziano a ricevere il giusto successo e attenzione, l’autore riceve una lettera misteriosa da parte di un editore francese, Andreas Corelli, il quale vuole aiutarlo a soddisfare le sue ambizioni. Ma il personaggio non è quello che sembra e presto David si mette su una strada che lo porterà a porsi domande su qualsiasi cosa. Fa amicizia anche con Sempre (il nonno di Daniel da L’ombra del vento) che lo introduce al misterioso mondo del cimitero dei libri dimenticati

 

Insomma non ci resta che attendere questo nuovo romanzo con trepidazione…


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mercoledì, 07 maggio 2008, ore 07:22
scarabocchiato da LostWriter in libri news, king world

Per il momento le domande sono ancora tante. La prima è: quale sarà il titolo? Cannibals o Under the Dome? Sto parlando del nuovo romanzo di Stephen King, attualmente in "produzione"  di cui l'autore ha parlato un maio di mesetti fa descrivendolo come un romanzo molto lungo. Di cosa si tratta?

Under the dome è un romanzo che vide "quasi" la luce nell'ormai lontano 1982, quando King viveva in Pennsylvania durante il periodo di produzione di Creepshow. Lui stesso l'ha definito come "la cosa peggiore che potessi immaginare". Inizialmente lungo circa 450 pagine, ma come sembra in fase di sviluppo, Under the dome è la storia di un gruppo di persone intrappolate nello stesso appartamento che per sopravvivere sono costrette a ricorrere al cannibalismo.

Di più non è dato a sapere al momento, considerato che nessuna copia del manoscritto è conservata all'università del Maine e che mai, nemmeno nel mondo dei collezionisti, è apparso nulla in merito.

King ne ha letto alcuni passi durante l'evento "the Three Kings" dello scorso mese, dove era ospite insieme alla moglie Tabitha e al figlio minore Owen.


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lunedì, 28 aprile 2008, ore 13:20
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copj13Pensa alla sofferenza. Pensa alla schiavitù che in un mondo che si vuole definire moderno non dovrebbe più esistere. Pensa all’amore che si trasforma in schiavitù e provoca sofferenza.

Pensa poi ad un velo nero come la notte più buia, che copre tutto il capo e lascia liberi solo gli occhi. E tal volta davanti agli stessi occhi viene posta una griglia, come se si volesse emulare un vista-galera.

Vengono in mente delle immagini di repertorio giornalistico perché noi occidentali, certe cose non le conoscevamo nemmeno fino a poco tempo fa. Eppure oggi, superato l’anno duemila e non di poco, assistiamo ancora alla schiavitù femminile, in nome di una religione o di una morale che cerca solo delle vane giustificazioni per sfuggire alle proprie colpe.

E in questo cosmo, parte questa storia in una nazione che più di tutte le altre, oggi, ci evoca questo tipo di immagini: Afghanistan.

E la lente si pone sulla storia di due donne, lontane anagraficamente ma unite dalla stessa squallida sorte.

Mariam è la figlia illegittima di un ricco uomo di Kabul. Lui le fa visite in rare occasioni, e le porta sempre nuovi regali come se volesse in qualche modo espiare una colpa incisa con il fuoco. Mariam sogna un giorno di poter andare a vivere con il padre. Questo avverrà quando la morte della madre non lascerà altra scelta all’uomo. Mariam però, come una moderna e afgana cenerentola, non può continuare a vivere nella bellissima casa del padre, dove non gli mancherebbe nulla, per non rovinare il nome della famiglia. E così viene data, ancora giovane, in sposa ad un uomo di un altro paesino.

Laila è la più piccola di una numerosa famiglia di Kabul. Nasce nel 1978, anni dopo la nascita di Mariam. I fratelli sono pressoché degli sconosciuti perché sono arruolati nell’esercito e non li vede quasi mai. Colui che sente proprio come un fratello è Tariq, un ragazzino coetaneo vittima di una mina-antiuomo a causa della quale ha perso una gamba.

I due sono così vicini, che anche se piccoli diventano quasi una cosa unica. Laila si prende cura dell’amico e lo difende in ogni occasione. Tariq invece, desidera con tutto se stesso poter dimostrare a Laila quanto vale.

Purtroppo però, Laila viene venduta dalla famiglia allo stesso uomo che ha sposato Mariam. Le due ora vivono sotto lo stesso tetto. Mariam non è in grado di dare un figlio all’uomo che la maltratta e riduce a pura serva. Laila, invece, un figlio glielo darà ma dovrà celare un segreto per poter salvare la vita sua e dello stesso figlio…

Il secondo romanzo di Khaled Hosseini, ancora oggi, dopo essere uscito in Italia un anno fa, è tra i più venduti nelle classifice di mezzo mondo. La stessa sorte quindi del suo predecessore (che ancora continua ad essere nelle classifiche top delle vendite) Il Cacciatore di aquiloni.

Questa volta però, l’attenzione dell’autore è rivolta al mondo femminile afgano. Un mondo che vive di sofferenza e di abusi, dove l’essere donna si traduce nel non avere diritti ma solo pesanti e crudeli doveri nei confronti dell’uomo sposato. Matrimoni combinati a tavolino, figli maschi da dare alla luce e soprattutto vivere nella totale oscurità. Donne costrette a nascondersi dietro un velo nero, perché appartengono solo all’uomo che le ha sposate e non possono essere di dominio pubblico.

Questo romanzo sferra dei pugni diretti alla sensibilità e allo stomaco delle persone. Scritto con rara intensità ma pulito nello stile, Mille splendidi soli è un romanzo che andrebbe proposto nelle scuole, promosso ad ogni livello.

Insomma se non l’avete ancora fatto, leggetelo. Vi farà riflettere.


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venerdì, 25 aprile 2008, ore 22:00
scarabocchiato da LostWriter in giorgio faletti, libri news

Giorgio Faletti non si ferma. Passa il tempo e sempre più l'autore astigiano prende tutte caratteristiche dello scrittore di best seller american style. Vedi John Grisham, James Patterson o lo stesso Stephen King. Vendite solo in Italia con numeri da capogiro, tre romanzi all'attivo e una raccolta di racconti in uscita il prossimo 6 maggio.

Oggi, passando sul suo sito, scopro che Io Uccido è stato tradotto in inglese (I Kill) e entrato nel mercato americano. Se la Baldini e Castoldi farà un buon lavoro, potremmo finalmente vantare un vero scrittore di bestseller a livello internazionale tutto nostro. Insomma, al di là che Faletti possa piacere o no, finalmente un po' di italianità nel mondo della scrittura. Dopo anni di stenti, e con il solo Camilleri (e spot di Ammaniti) un macinatore di numeri grandi.

Poi c'è da riconoscere che Io Uccido è un buon giallo, lasciamo però perdere gli altri due romanzi.

E la raccolta di racconti? Ecco la descrizione direttamente dal sito ufficiale.

image_cover_pochi_inutiliPochi inutili nascondigli

Sette racconti, sette storie, sette viaggi verso non si sa dove.
Intorno a ognuno di noi, dentro a ognuno di noi, c'è sempre una parte oscura, un lato in ombra che la luce della ragione ha timore di illuminare per paura di ritrovarsi sconfitta. E in questa zona buia e fantastica si muovono i personaggi di questa antologia, uomini e donne che si trasformano in vittime o carnefici quando si trovano all'improvviso di fronte a un mondo sconosciuto, a un nuovo volto nello specchio, a quella cupa forma di angoscia che solo l'incomprensibile può trasformare in orrore.


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domenica, 20 aprile 2008, ore 17:18
scarabocchiato da LostWriter in cazzeggio

PICT0188Il computer: un giorno funziona l'altro sembra da buttare. Oggi è domenica e a dire il vero mi ero ripromesso di scrivere almeno tre pezzi da poter poi postare nei prossimi giorni. Mi ero anche ripromesso di dare un po' più di spazio alla storia che sto scrivendo.
E invece ho fatto tutt'altro. Ho pensato alle vacanze estive. Già già, perchè lavorare per l'ennesimo weekend? Corro dal lunedì al venerdì, il sabato e la domenica li dedico a scrivere e poi mi rendo conto che in realtà, non dedico più tempo a me.
E quindi oggi ci siamo radunati, con gli altri tre compagni di viaggio della prossima vacanza e abbiamo fissato la meta. Diciamo che la mia voce ha suonato più delle altre, vuoi forse per l'eco di un risparmio in termini danarosi non indifferente.
Risultato: Grecia 2008.
Si diceva auto+traghetto+hotel. Poi noleggio camper+traghetto+hotel. Dopo aver analizzato nei minimi dettagli ogni soluzione è saltata fuori la terza opzione, che però valuteremo con chi di Grecia ne conosce più di noi: auto+hotel. Tagliamo il traghetto ci spariamo 1600km in auto, ci daremo il cambio, e ce la caveremo con meno di un giorno di viaggio. Guadagneremo in tempo e denaro. Che vuoi di più dalla vita? Magari ci portiamo anche un Lucano :-D


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venerdì, 18 aprile 2008, ore 17:34
scarabocchiato da LostWriter in libri news

Il pc mi ha abbandonato e devo dedicarmi alla formattazione. Detto questo, sto preparando svariate recensioni tra cui il nuovo libro di Pennac, Diario di scuola, Running Dog di DeLillo, La scopa del sistema di David Foster Wallace di prossima ristampa per Einaudi, Mille splendidi soli di Hosseini e molti altri. Al momento, tra le varie letture in corso spicca La modista di Vitali. Un libro così piacevole che vorresti fosse lungo almeno il doppio. 


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martedì, 15 aprile 2008, ore 13:20
scarabocchiato da LostWriter in recensioni, king world, joe hill

Comprare un fantasma su internet non è cosa da tutti i giorni. E se qualcuno l'avesse fatto per farci un dispetto? Il romanzo d'esordi di Joe Hill, figlio d'arte di Stephen King, ci guida in un mondo oscuro e proverà a toglierci il sonno come, prima di lui, ha fatto il padre

gallery40790Al giorno d'oggi con l'avvento di internet si può comprare di tutto. Ed ecco che il sito madre di tutti quelli dedicati alle aste, Ebay, è protagonista di strani venditori che mettono a disposizione le cose più strane. Particelle di aria toccate da Brad e Angiolina, automobili appartenute a santi e papi, porzioni di testamento originali di persone morte da secoli. Addirittura luogo per la vendetta personale di una giovane donna tradita dal marito che mise in vendita per un penny la lussuosa macchina del compagno traditore.
E se uno di questi sitarelli mettesse in vendita un vestito infestato da un fantasma? Come potrebbe Judas Coyne collezionista feticista di oggetti legati al mondo dell'occulto, resistere a tale tentazione? Lui, a dire il vero, non se ne sarebbe nemmeno accorto se non fosse stato per l'input da parte del suo fido collaboratore Danny.
Qualche giorno dopo, Judas ex death-metal rockstar ormai cinquantenne, riceve a casa un pacco. E' l'oggetto pagato ben mille dollari che contiene il suo fantasma. Il contenuto è quanto di più affascinante agli occhi dell'uomo tornato all'improvviso bambino. Una scatola metallica a forma di cuore e al suo interno il vestito pubblicizzato nell'asta.
Questo è l'inizio coinvolgente del romanzo d'esordio La scatola a forma di cuore di Joe Hill E nonostante lo pseudonimo ormai tutti conoscono chi sia in realtà questo nuovo talento. Si tratta niente meno che di uno dei tre figli di Stephen Kingma non si deve di certo commettere l'errore di paragonare i due scrittori in quanto il giovane Joe ha dimostrato con questa prova di avere le sue carte da giocare. Figlio d'arte o no.
La caratteristica principale della struttura di questo romanzo sono i continui flashback e vari riferimenti a vicende presenti e passate di Jude e della compagna Marybeth. Sebbene all'apparenza, questa tecnica possa apparire come un mezzuccio per sopperire ad una trama dove non accade molto, mano a mano che le pagine passano e la storia si snoda, l'abile scrittore tesse una fitta tela e all suo interno intrappola tematiche scottanti come la violenza sessuale.
Personaggi quindi ben delineati, magari non appassionanti e di certo non indimenticabili, ma più che mai vivi. L'unica parte debole è quella centrale, dove Hill commette l'errore di voler giocare all'autore navigato e di esperienza, spendendo troppe pagine senza far accadere nulla e rendendo la trama prevedibile e a tratti noiosa. E' un errore veniale che gli si può permettere considerato che promette di diventare un nuovo protagonista del genere horror e pronto a scalare le classifiche di vendita, certo aiutato dalla fama che lo precede, ma supportato anche da talento e una gavetta fatta in una delle palestre migliori.

Recensione apparsa su Castlerock il 22/04/2007

Scusatemi ma in questi giorni ho il pc di casa con problemoni non indifferenti e la formattazione è prossima. In questi giorni quindi sono in affanno e cercherò di essere il più presente possibile!



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giovedì, 10 aprile 2008, ore 08:05
scarabocchiato da LostWriter in king world

stephenEro a dir poco sconvolto e soprattutto offeso. La libreria che tanto si vantava di essere la migliore del settore si sputtanava letteralmente per un autore minore, il quale tra l’altro era amico dei proprietari (negli anni hanno anche prodotto dei libri insieme!) Beahm fu molto diplomatico ed entrò in gioco in modo discreto. Fece da filtro tra me e Stu (il proprietario di Betts) e qualche settimana dopo, diciamo circa a fine febbraio, ricevetti un’altra copia dello stesso libro firmata con dedica in due punti del libro. In più a titolo di scusa, ricevetti anche una copia gratuita di quello che ancora oggi considero la mia bibbia kinghiana: Stephen King’s collectibles. (Edizione limitata e firmata da Beahm di cui posseggo una PC – publisher copy. E su queste parolacce farò luce più avanti) Questo libro rappresenta il punto di partenza per ogni appassionato collezionista. Copre dagli inizi, e cioè da Carrie fino a On Writing (oggi esistono delle guide aggiornate ma nulla si avvicina allo splendido lavoro eseguito da Beahm) dedicando ad ogni libro una sezione dove vengono specificate le edizioni esistenti (quelle in hardcover, oppure in edizione limitata ecc) e scoprii quanto vasto e affascinante, ma anche costoso, era il mondo del collezionismo kinghiano.

 

d2Giusto in occasione dell’uscita di Dreamcatcher mi capitarono due cose quasi contemporaneamente. La prima: lessi su un giornale (dove si parlava del romanzo in oggetto) di uno strano e a me sconosciuto sito di nome ebay dove si vendeva di tutto, ma nello specifico veniva sottolineato come fosse accaduto anche l’impossibile: qualcuno aveva comprato per un dollaro una copia della prima edizione di The Gunslinger. Non credevo ai miei occhi. Dopo aver studiato come uno studente modello il libro di Beahm, ero sconvolto dal fatto che qualcuno avesse potuto avere una simile fortuna. Una prima edizione di questo libro oggi si aggira tra i 600 e gli 800 dollari. Non credo di dover aggiungere altro.

Il secondo fatto accadde giusto una settimana dopo. Sul sito dedicato al libro Dreamcatcher si faceva menzione di un’asta per beneficenza sul sito del quotidiano tedesco Die Welt. Dieci copie dell’edizione tedesca del romanzo Dreamcatcher (in tedesco con il titolo Duddits) sarebberero state messe all’asta. Partì la caccia. Mi registrai sul sito del giornale e attesi il giorno dell’asta. Non funzionava con il sistema di ebay a offerte progressive ma era bensì un “blind bid” e cioè si poteva scommettere su tutte e dieci le copie messe a disposizione con la cifra che si voleva. Le scommesse erano segrete e avrebbe vinto chi offriva di più,  ma senza alcun riferimento. Sapevo che per ottenere un libro firmato originale di un edizione americana avrei dovuto spendere circa duecento dollari al tempo circa trecentociquantamila lire. Il 23 aprile 2001 puntai duecento marchi l’equivalente di duecentomila lire. Se avessi vinto avrei portato a casa un libro firmato per molto meno rispetto a quanto mi chiedevano gli amici di Betts. Tornai al lavoro e quasi mi dimenticai dell’asta. Tornai a casa la sera, e come ormai avrete capito, avevo vinto la mia copia di Duddits. Onorai la mia scommessa e dopo un paio di settimane ricevetti il mio libro. Non vi dico l’emozione di guardare quella firma su un libro che era sì di King ma allo stesso tempo non lo era. Ero al settimo cielo ma al contempo con un filo di amaro in bocca, non era quello che volevo io.

Il 09 maggio 2001 è il giorno della svolta. Da qualche settimana mi ero registrato sul famigerato ebay e avevo acquistato i miei primi oggetti kinghiani. Decisi di mettere all’asta, la mia prima asta da venditore, il libro tedesco. Significava tante cose per me, soprattutto significava riaprire la strada verso l’obiettivo ultimo.Senza nome

L’asta partiva da un dollaro e credo con un prezzo di riserva di duecento. Mi ero detto: se devo vendere questo libro almeno che lo venda per il valore di un libro autografato in inglese. La riserva fu raggiunta solo cinque ore dalla fine dell’asta e non credevo ai miei occhi. Duecento dollari per un libro firmato. Quello che accadde negli ultimi cinque minuti d’asta è simile alla scena di un film. Io, mia mamma e mio papò davanti ad un monitor 14’’ un po’ sbiadito. Io continuo ad aggiornare la pagina e ogni volta l’offerta si rinnova con una più alta. Siamo a 220...240...260...290...300. Non credo a quello che vedo, sembra che si sia scatenata una guerra intorno a questo libro, vedo i nomi dei più conosciuti collezionisti su ebay darsi battaglia. Io, uno stupido qualunque, che possiede un libro che tutti loro vogliono. In quel momento se avessi potuto ancora, avrei bloccato l’asta. Mi ero reso conto di avere tra le mani un oggetto così desiderato di cui ero diventato all’improvviso geloso. L’asta si concluse il 16 maggio 2001 a $ 331,00. Trececentotrentuno dollari. Una quantità industriale di soldi. Poco più di seicentomila delle vecchie e care defunte lire. Decisi che il gioco di ebay mi piaceva parecchio!

To be continued...


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