lunedì, 20 ottobre 2008, ore 11:32
scarabocchiato da LostWriter in

Come si può vedere anche un blog semimorto come questo, riesce a vivere di energia altrui, anche se non sempre è energia positiva. E mi riferisco a quel strano personaggio che ha deciso di commentare come un ragazzino delle elementari un pezzo che ho scritto e che lui non ha gradito. Si svelasse al mondo, caro il mio detrattore e si decidesse a parlarne in modo chiaro. Se ho scritto delle cazzate fammelo sapere. Sono sempre pronto ad ascoltare e imparare.

Per il mio socio e amico: ti farò conoscere il mondo meraviglioso di Andrea Vitali, di cui dovresti trovarere qualcosa anche all'interno di questo blog.

Per tutti quelli estranei e per chi nonostante la mia latitanza ancora apre le pagine di questo blog, prometto che sto cercando un equilibrio per postare in modo regolare. Speriamo bene...


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lunedì, 15 settembre 2008, ore 19:41
scarabocchiato da LostWriter in recensioni, vincenzo latronico

Ogni anno a settembre Mantova si tinge dei colori della letteratura. Scrittori provenienti da tutto il mondo si danno appuntamento in questa bellissima città e insieme danno vita alle loro storie attraverso eventi di vario genere. Come ogni anno mi ripropongo di trascorrere più tempo possibile sfruttando questa occasione per incontrare gli autori che conosco solo attraverso le loro pagine ma soprattutto per scoprire quelli che non conosco. Purtroppo quest’anno sono riuscito ad andare solo per poche ore ma quel poco che ho visto mi ha colpito in modo particolare.

Appena uscito il romanzo di Paolo Giordano, La solitudine dei numeri primi, l’ho preso, l’ho divorato e anche se lo speravo non mi sarei mai immagicopj13nato il grande successo che ha ottenuto questo giovane autore al suo esordio. Sta di fatto che Giordano ha fatto incetta di premi e riconoscimenti e non poteva certo mancare all’appuntamento mantovano. Magari ne parlerò più avanti di lui, ma quello che vorrei sottolineare era la presenza di un altro autore, quello meno conosciuto, una sorta di outsider dell’ultimo minuto che, per tematiche simili a quelle del romanzo di Giordano, l’organizzazione ha ben pensato di proporlo in concomitanza.

Mi ritrovo quindi nel Cortile della Cavallerizza insieme a un’orda di mamme e ragazzine impazzite per il bel biondino torinese ma che da lì a poco avrebbero scoperto come me che Vincenzo Latronico, 24 anni, milanese, non solo stava presentando il suo romanzo d’esordio ma che avrebbe conquistato i presenti con la sua personalità.

Ascolto con trasporto i loro pareri, e nel frattempo penso a dove si formerà la fila per poter soddisfare la mia mania feticista per l’autografo. Timidamente mi avvicino al banco dove vendono i due romanzi presentati e acquisto quello di Vincenzo e, mentre lui intrattiene il pubblico in modo decisamente brillante, io inizio a sfogliare e intravedere tra le pagine una storia interessante.

Alla fine della presentazione riesco a mettermi in prima fila circondato dalla stessa orda di mamme e ragazzine che assalgono i due ben a malcapitati ( a loro la scelta.) Guardo Vincenzo che si accende timidamente la sua Lucky Strike e da buon fumatore cerco di essergli solidale dicendogli che non lo lasciano stare nemmeno in quell’attimo così intimo. La sigaretta è un rito. Lui quasi non mi ascolta e firma la mia copia, lo ringrazio, ringrazio anche Giordano facendogli i complimenti e sguscio fuori dal marasma.

Pochi giorni dopo eccomi qua, a lettura finita, per cercare di raccontarvi non tanto la storia (e che diamine andate a leggervela.) ma quanto questo romanzo sia, a vari livelli, un gran bel libro. Certo soffre di tutti i pregi e i difetti di un’opera prima scritta da uno scrittore così giovane ma allo stesso tempo così navigato nel settore da strappare dei perfidi sorrisi d’invidia.

Vincenzo narra la storia di alcuni amici che abitano a parigini e mette in scena una storia carica di quella ricerca sessantottina che contraddistingue molti giovani. E’ quella ricerca disillusa che combattendo e resistendo al sistema che corre e impone leggi e storia, qualcosa forse cambierà. Quella stessa disillusione che poi svanisce con gli anni, che rimarrà latente forse per sempre ma ce purtroppo un giorno non ci sarà più. Qui non si parla di bambini ma di ragazzi che sono ancora sul filo sottile tra adolescenza e l’età per definirsi adulti. Questi ragazzi vivono di sogni e di speranze così concrete ai loro occhi da far riflettere l’adulto che, forse, si è lasciato indietro le speranze di ottenere un mondo migliore troppo in fretta.

Parigi è una cornice perfetta per una storia narrata con uno stile distinguibile dalla massa di tentativi letterari. Vincenzo Latronico dimostra di possedere tutti gli strumenti del mestiere per poterci narrare una storia complessa e allo stesso tempo così semplice.

Il personaggio chiamato SS è semplicemente fenomenale. Marginale alla storia ma così vero. Lui se ne sta sempre in disparte, vive nell’ombra ma allo stesso tempo ruba, impara e rielabora i concetti dei sui amici. E’ quello che non ti stupiresti un giorno ritrovare come amministratore delegato di un’azienda. Lo stesso personaggio che quando eri piccolo ritenevi troppo sfigato per raggiungere un qualsiasi obiettivo, lo ritrovi da adulto con tutto quello che tu, sognatore, non sei mai riuscito a ottenere.

Insomma, un libro che si capisce fin da subito il perché non abbia ottenuto (almeno per il momento) il giusto successo: troppo complesso, troppo poco commerciale per un ragazzo che potrebbe vendere il suo volto e le sue storie con più leggerezza e ottenere risultati (in numeri) migliori. Ne sacrificherebbe però, in modo irrimediabile, il grande talento.


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domenica, 14 settembre 2008, ore 22:26
scarabocchiato da LostWriter in

foster99--180x140Svegliarsi la domenica mattina, aprire i giornali on-line e scoprire che uno degli scrittori che più apprezzi, uno degli scrittori che mai riuscirai a capire fino in fondo, uno degli scrittori che ti fanno ringraziare il cielo perchè esiste, non c'è più. Ha deciso di togliersi la vita, a soli 46 anni. E lascia un vuoto nella sua famiglia, nella scuola dove insegnava e nella società che avrebbe imparato ad apprezzarlo come uno degli autori più geniali degli ultimi anni.

Ovunque tu sia ora, David, ti ringrazio per le pagine scritte, le emozioni e le risate che sei riuscito a strapparmi.

Da Infinite Jest:

Siedo in un ufficio, circondato da teste e corpi. La mia postura segue consciamente la forma della sedia. Sono in una stanza fredda del reparto Amministrazione dell?università, dei Remington sono appesii alle pareti rivestite di legno, i doppi vetri ci proteggono dal caldo novembrino e ci isolano dai rumori Amministrativi che vengono dall'area reception, dove poco fa siamo stati accolti io, lo zio Charlse e il Sig. deLint. Sono qui dentro.


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martedì, 02 settembre 2008, ore 15:26
scarabocchiato da LostWriter in cazzeggio

Anche la Grecia è andata. Il 2008 ora si prepara al suo rush verso fine anno.E come di consueto mi ritroverò a festeggiare il nuovo anno senza ricordare cosa ho fatto nei mesi precedenti. Nel frattempo sto finalmente per trovare il bandolo a quella matassa che avvolge il mio pc da mesi. Ho preparato svariate recensioni e altre succose cosette. Avevo in programma di andare a Mantova tutti i giorni ma purtroppo sabato causa matrimonio dovrò saltare l'appuntamento con Jonathan Safran Foer e mi piange il cuore.

E voi che cosa avete fatto di bello quest'estate?


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martedì, 05 agosto 2008, ore 15:10
scarabocchiato da LostWriter in

Non mi sono dimenticato dell'esistenza di questo blog e tanto meno non mi sono dimenticato di leggere un bel po' di libri. Purtroppo un pc è ko, la connessione a casa mi tornerà a settembre e con il lavoro si corre quindi ho troppo poco tempo per dedicarmi come vorrei a questa pagina.

Nel frattempo però sto preparando dei pezzi per i mesi freddi in arrivo. Ho anche un paio di idee che vorrei mettere in piedi per cercare di dare un minimo di originalità ad un blog che assomiglia, come è normale che sia, a tanti altri.

Quindi ci sentiamo a settembre, nel frattempo buone ferie a tutti. Io me ne vado In Grecia, ciuf ciuf....

p.s

Sto terminando il nuovo romanzo di Stieg Larsson. Questo autore non ha concorrenza...


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martedì, 17 giugno 2008, ore 17:04
scarabocchiato da LostWriter in libri news

Chiedo sempre perdono per la latitanza dovuta al mio pc che non mi permette di lavorare come vorrei. Le novità in vista per l'estate sono moltissime.

Non starò quindi qui a elencare tutto ciò che accadrà nei prossimi mesi. Vi segnalo solo quelle che sono le letture che mi interessano di più. La prima è l'edizione italiana del nuovo romanzo di Carlos Ruiz Zafon in uscita all'inizio di agosto. Non conosco ancora una data certa.

Venerdì 20 esce in Itala per Rizzoli il nuovo tomone di Thomas Pynchon intitolato Contro il giorno. Romanzo complesso e labirintico come tutto quello che esce dalla penna di questo autore geniale. Non conosco il numero delle pagine ma dovrebbe essere più lungo del suo precedente capolavoro L'arcobaleno delle gravità.

Il romanzo di Paolo Giordano, La solitudine dei numeri primi ha vinto il premio campiello come opera prima.

Se andate sul sito di Festival Letteratura di Mantova potete scoprire l'attesa lista degli ospiti dell'edizione 2008. Per quel che mi riguarda non mi farò mancare Pennac e il grande, immenso Jonathan Safran Foer.

Nei prossimi giorni arriverà un'altra parte di recensioni promesse, Abbiate fiducia.


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domenica, 08 giugno 2008, ore 08:29
scarabocchiato da LostWriter in libri news, stieg larsson, john ajvide lindqvist

E' questo il termine con cui la casa editrice Marsilio ha deciso di raccogliere gli autori svedesi che pubblica nella collana Farfalle. Allego qui un articolo di newsletter che può aiutare a capire quali siano gli autri più interessanti da seguire. Buona lettura!

Il giallo svedese ha da tempo superato i confini nazionali per affermarsi in tutta l’Europa, raggiungendo anche gli Stati Uniti, i paesi dell’Est, perfino l’Oriente. Gli scrittori di thriller e polizieschi svedesi che riescono a imporsi sul mercato internazionale sono ormai numerosi: gli editori di tutto il mondo si contendono le loro opere, scalano le classifiche di vendita, ricevono i premi più ambiti e prestigiosi, vengono recensiti entusiasticamente sulle testate più importanti, ispirano film e fiction televisive.

Si tratta di un fenomeno editoriale che ha del clamoroso, una vera e propria esplosione all’origine della quale c’è l’enorme successo di Henning Mankell, lo scrittore svedese più tradotto nel mondo. Ma se l’autore delle inchieste del commissario Wallander può vantare 30 milioni di copie vendute e traduzioni in 40 lingue, nella sua scia molti connazionali negli ultimi anni hanno saputo conquistarsi un posto di vertice sulla scena del poliziesco contemporaneo, e tra questi spicca spicca Stieg Larsson, la cui Millennium Trilogy è uno dei più eclatanti casi editoriali internazionali dell’ultimo decennio.

 

Oggi, insomma, la scuola del giallo svedese è una delle più importanti e vitali a livello europeo e forse mondiale, e Marsilio Editori è ormai diventata in Italia la casa editrice di riferimento. La collana Le Farfalle vanta infatti la selezione più ampia e articolata dei migliori autori svedesi di genere che una singola casa editrice possa offrire nel nostro paese, scrittori che sanno combinare un’avvincente trama poliziesca con le qualità letterarie, la suspense della caccia al colpevole con l’umanità dei protagonisti.

Nel catalogo Marsilio spiccano i nove titoli della celeberrima serie del commissario Wallander (un milione di copie vendute in Italia) di Henning Mankell e Uomini che odiano le donne di Stieg Larsson, primo capitolo di una trilogia poliziesca che sta battendo tutti i record di vendite in ogni paese in cui viene pubblicata. Ci sono poi Leif GW Persson, i cui best-seller pluripremiati sono tradotti in tutto il mondo, Åsa Larsson, incoronata “Regina del giallo scandinavo”, la nuova stella del poliziesco nordico Arne Dahl, per mesi primo in classifica in Svezia e in Germania, e John Ajvide Lindqvist, definito dalla stampa lo “Stephen King svedese”. Tra le nuove proposte di prossima pubblicazione si segnalano infine Kjell Eriksson, autore della fortunata serie dell’ispettrice Ann Lindell, Liza Marklund che con i romanzi di Annika Bengzton ha conquistato le classifiche di 28 paesi, vendendo milioni di copie, e Camilla Lackberg, una delle più giovani autrici di thriller svedesi ad aver raggiunto il successo internazionale.

 

Forse il crimine nordico affascina per le suggestive ambientazioni, con spazi sterminati, lunghi inverni di neve e ghiaccio illuminati dalle aurore boreali, una natura idilliaca in cui si verificano orribili delitti. Ma c’è dell’altro. Questa nuova generazione di scrittori continua con coerenza la tradizione inaugurata a metà degli anni Sessanta dalla storica coppia Sjöwall-Wahlöo: ancor oggi, per uno scandinavo, il romanzo di genere non può prescindere dalla critica socio-politica e da una forte componente realistica. Al giallo è affidata la denuncia sociale, il compito di raccontare le inquietudini del nostro tempo.

Il giallo che viene dalla Svezia, in qualche modo, rappresenta la coscienza morale dell’Europa, una delle poche forme di letteratura che affronta domande di carattere morale, politico, sociale, ponendosi interrogativi sulla complessità della società globalizzata, le strutture del potere, dando voce a paure e riflessioni su un presente che si trasforma continuamente, e cercando delle risposte che possano raggiungere attraverso l’intrattenimento un vasto pubblico, affascinato dall’ambientazione esotica, ma in grado comunque di riconoscersi nel racconto.

Henning Mankell

Tra tutti, il più noto, un vero fenomeno editoriale degli ultimi anni, Henning Mankell (1948) vive tra la Svezia e il Mozambico, dove dirige il teatro Avenida di Maputo.

Autore di teatro dai primi anni settanta, ha scritto anche libri per bambini e per ragazzi, romanzi di ambientazione africana e testimonianze. Ma la serie che lo ha reso celebre è legata al commissario Wallander, con il quale ha raggiunto i primi posti delle classifiche di tutto il mondo, e che gli è valsa numerosi premi prestigiosi, tra gli altri il Los Angeles Times Book Award, il Golden Dagger Award, il Deutscher Krimipreis. Dai suoi romanzi sono stati tratti film e serie televisive.

Impegnato in prima linea nella lotta all’Aids, Mankell ha ricevuto anche numerosi riconoscimenti per il suo impegno civile e sociale, come il Tolerance Award, conferitogli da Desmond Tutu.

I suoi ultimi romanzi pubblicati da Marsilio sono Il ritorno del maestro di danza e Scarpe italiane.

 

 

Stieg Larsson

Giornalista, esperto mondiale di organizzazioni di estrema destra e neonaziste, Stieg Larsson (1954) è morto improvvisamente nel 2004. La sua Millennium Trilogy ha per protagonista l’affascinante giornalista Mikael Blomkvist, editore della rivista Millennium, nonché esperto di crimini finanziari, che viene aiutato nelle sue ricerche dalla giovane hacker Lisbeth Salander.

La sua trilogia, ormai considerata una serie poliziesca di culto, da cui è anche in preparazione un film, ha venduto oltre cinque milioni di copie in Europa e la sua uscita negli USA in autunno si annuncia come un evento editoriale. In Italia è già stato pubblicato il primo volume, Uomini che odiano le donne (6 edizioni e 50.000 copie in pochi mesi) e a metà giugno 2008 uscirà il secondo, La ragazza che giocava con il fuoco.

 

 

 

Leif GW Persson

Considerato uno dei maestri del giallo scandinavo, Leif GW Persson (1945) è un noto professore di criminologia che insegna alla Scuola nazionale di polizia ed è consulente del ministero di Giustizia, nonché collaboratore dei Servizi segreti svedesi.

Dopo tre romanzi pubblicati tra il 1978 e il 1982, per vent'anni si è dedicato alla saggistica e alle sceneggiature, per tornare nel 2002, con un vero e proprio trionfo, alla narrativa di genere. Tra la nostalgia dell'estate e il gelo dell'inverno è stato in Svezia un vero e proprio evento editoriale, considerato uno dei «migliori gialli di tutti i tempi» (Expressen), è rimasto al primo posto in classifica per cinque mesi consecutivi.

I suoi thriller, più volte premiati dall’Accademia Svedese, descrivono con grande realismo e sarcasmo il complicato mondo, cinico e brutale, in cui gli affari della polizia si mescolano alla legge e alla politica.

A settembre 2008 uscirà il suo ultimo romanzo, Caduta libera.

 

 

Liza Marklund

Affascinante autrice di una serie tradotta in 30 lingue che ha venduto oltre 7 milioni di copie nel mondo, al suo esordio l’ex giornalista televisiva Liza Marklund (1962), che vive oggi tra la Svezia e la Spagna, venne definita il “nuovo fenomeno europeo del thriller”. La sua protagonista è Annika Bengzton, giornalista con il vizio delle indagini.

In Italia sono già usciti da Mondadori Delitto a Stoccolma, Studio sex e I dodici sospetti. La rivista americana «Publishing Trends» ha scritto che nel 2002 e nel 2003 le novità in libreria di Liza Marklund sono state tra i libri più venduti nel mondo. Dai suoi romanzi sono stati tratti due film.

Per Marsilio è in uscita a ottobre 2008 Il lupo rosso.

 

 

Åsa Larsson

Ǻsa Larsson (1966) è un avvocato fiscalista di Kiruna che, stanca degli straordinari in studio ha optato per la scrittura. La fortunata serie che l’ha incoronata «regina del giallo scandinavo» ha per protagonista Rebecka Martinsson, anche lei avvocato, che nelle sue indagini si avvale dell’aiuto dell’ispettrice di polizia Anna-Maria Mella, madre di quattro figli. Due donne determinate, spiritose, intelligenti, che devono affrontare problemi quotidiani non necessariamente legati solo alla loro professione, mentre indagano su sette, congreghe e traffici misteriosi tra i ghiacci della Lapponia.

La serie, che si è affermata nei principali paesi europei e negli Stati Uniti, prevede dieci episodi.

Dal primo episodio, Tempesta solare, premiato come miglior giallo d’esordio dall’Accademia di Svezia, è stato tratto un film di grande successo in patria.

John Ajvide Lindqvist

John Ajvide Lindqvist (1968) è stato prestigiatore e cabarettista. Autore della serie TV Reuter & Skoog, ha scritto sceneggiature e testi teatrali. Dopo il fortunato esordio con il raffinato horror Lasciami entrare, un romanzo d’amore, vendetta e vampiri, ha pubblicato con altrettanto successo L’estate dei morti viventi (in uscita a fine maggio 2008 in Italia), una originale storia di zombie con la quale ha confermato di meritare l’etichetta di “Stephen King scandinavo” assegnatagli dai critici. Da Lasciami entrare è stato tratto un film, diretto da Tomas Alfredson, pluripremiato a vari festival internazionali e per cui già si parla di un remake hollywoodiano. Entrambi i suoi libri sono in corso di traduzione in numerosi paesi.

Arne Dahl

Arne Dahl (1963) è lo pseudonimo di Jan Arnald, editor, scrittore, critico letterario svedese che vive a Stoccolma, dove collabora con l’Accademia di Svezia. Ha conosciuto il successo internazionale con la serie del «gruppo A» (di cui è già uscito La linea del male), la speciale unità di polizia che indaga crimini violenti di natura internazionale, per la quale gli è stato tra l’altro conferito il Deutscher Krimipreis. È considerato dalla stampa straniera il «nuovo Chandler», e in assoluto uno dei migliori autori di thriller attivi oggi in Europa. La serie prevede dieci episodi.

 

 

Kjell Eriksson

Vivaista e giardiniere di Uppsala, Kjell Eriksson (1953) ha debuttato come giallista nel 1999, vincendo subito il premio dell’Accademia di Svezia. Si trattava del primo episodio della serie di Ann Lindell, ispettrice di polizia trentacinquenne, nonché ragazza madre, divisa tra indagini che partono dai quartieri di Uppsala e un bambino che l’aspetta al nido. Oggi gli episodi sono diventati sette, uno dei quali premiato anche come miglior giallo assoluto.

Per Marsilio è in preparazione Una bara di pietra, dove Ann Lindell, mentre cerca di mettere ordine nella sua vita, indaga un duplice omicidio le cui tracce portano a una potente industria farmaceutica

Camilla Lackberg

Camilla Läckberg ha debuttato non ancora trentenne con La principessa di ghiaccio, in uscita nel 2009 per Marsilio, primo romanzo di una serie ambientata in un paesino sulle coste occidentali della Svezia, che ha per protagonista la giornalista Erica Falck e il giovane ispettore di polizia Patrik Hedström. Con due milioni di copie vendute in patria, Camilla Läckberg, tradotta in sedici paesi, sta rapidamente conquistando le classifiche internazionali.

 


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domenica, 08 giugno 2008, ore 08:18
scarabocchiato da LostWriter in recensioni, john ajvide lindqvist

copj13E’ tornato il prestigiatore svedese che, con il suo primo romanzo, ha incantato la Svezia e mezza Europa. Infatti, Lasciami entrare, il suo primo romanzo il cui tema principale erano i vampiri ha riscosso così tanto successo da lanciare questo talentuoso scrittore oltre i confini nazionali.

Ora torna in libreria con una seconda storia e riprova a fare quanto gli è riuscito (molto bene) con il primo: trattare un argomento inflazionato come i morti viventi e cercare di essere originale. One more time.

A Stoccolma un caldo 13 agosto d’estate si trasforma in un incubo cittadino. Una strana onda elettromagnetica affligge la città. La gente soffre di mal di testa insopportabili, gli elettrodomestici non si riescono più a spegnere, i motori sono incontrollabili insomma, ogni tipo di apparecchiatura diventa ingestibile.

Una donna è coinvolta in un incidente mortale. La notizia viene comunicata al marito poco dopo il quale si tuffa in ospedale per verificare che sia tutto frutto della sua immaginazione. La loro vita coniugale fino a quel momento è un idillio. Si amano come poche persone al mondo e hanno un figlio stupendo. Tutto filava troppo liscio.

Un giornalista obeso è afflitto dal dolore che la figlia non riesce a metabolizzare per la morte del piccolo figlio Elias.

Nonna e giovane nipote vengono colpite da un effetto telepatico così forte da renderle convinte di avere poteri di comunicazione extrasensoriali. Le due, una volta appresa la notizia che i morti si stanno risvegliando, fortemente condizionate dal loro credo cristiano, vanno in giro a cercare conferma che è finalmente giunto il giorno del giudizio.

Ma non tutti i morti si stanno risvegliando. Sono poco più di duemila quelli che sono tornati dalla morte: cioè tutti coloro che non sono morti da oltre tre mesi e che comunque hanno mantenuto un buon stato di conservazione. I morti non sono violenti e non comunicano. Le eccezioni sono poche, come ad esempio la moglie di David coinvolta nell’incidente stradale.

E mentre la città si organizza per contrastare questo fenomeno come se si trattasse di una brutta malattia e la gente comune continua con la propria vita, coloro che hanno perso un affetto sono spinti alla ricerca dello stesso…oppure è lui a tornare da loro.

Non è facile dare un giudizio a questo romanzo. Se non avessi letto il romanzo precedente e quindi le mie aspettative non fossero state così alte, sarei rimasto più impressionato. L’impianto narrativo è simile, Lindqvist infatti sceglie di dare voce a più personaggi e di sviluppare la storia da più punti di vista e da contesti molto diversi tra di loro. Non è propriamente un romanzo corale ma è quello a cui si avvicina di più. Purtroppo mi è difficile non fare dei paragoni continui e quindi non si può fare a meno di notare che qui non c’è nessun personaggio caratterizzato così fortemente. Tutti rimangono quasi sullo sfondo come se a parlare dovrebbero essere i loro cari tornati alla vita ma spenti, inutili e puzzolenti.

Lindqvist, come già detto, ha scelto di trattare un argomento fin troppo utilizzato tra gli anni settanta e ottanta. Qui però arriva il suo attento senso dell’osservazione e riesce a creare una situazione più verosimile di qualsiasi narrazione americana di genere. Gli americani tendono spesso a trasformare una situazione impossibile in catastrofe su scala mondiale ma concentrando le vicende sul loro suolo nazionale. E quello che accade è necessariamente negativo, i morti sono violenti e sono tornati perché necessitano di sangue e vendetta.

La versione di Lindqvist è assai diversa. I morti tornano ma sono zombie inermi, incapaci di comunicare e di esprimere una qualsiasi volontà e sono proprio i loro cari a volerli aiutare e assistere. Quasi che sperassero in un vero e proprio ritorno alla vita normale. Nel frattempo quello che fa da cornice alla vicenda, e cioè la gente comune, si comporta come farebbe in una qualsiasi altra situazione simile: segue i notiziari, si scandalizza, poi esce e continua a occuparsi dei propri affari. Nessuna nevrosi generale, gente che urla e si strappa i capelli e va in giro a lamentarsi, oddio è la fine! Verranno a prenderci tutti e ci uccideranno!!!

Uno a zero per Lindqvist. Peccato che, come accennato all’inizio, non ci sia la stessa verve nei personaggi, manca quel trasporto nella narrazione data dai suoi attori principali. Certo, il compito non era per niente facile. Ma si sa, oggi inventare qualcosa di nuovo e originale è molto difficile, forse più difficile che rispolverare i successi del passato e scriverne una buon remake. E in questo il bravo autore svedese ci è riuscito ancora una volta in modo dignitoso.   


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giovedì, 05 giugno 2008, ore 14:56
scarabocchiato da LostWriter in

Ho formattato il pc, dopo pochi giorni è tornato tutto come prima e dopo un'attenta analisi ho scoperto il perchè. Stasera formattone generale e poi di nuovo online come prima, più di prima.

Nel frattempo cosa bolle in pentola? Ci sono due nuovi pezzi in arrivo riguardanti il collezionismo kinghiano. Poi si parlerà di collezionismo di libri in senso più ampio. Ho terminato il nuovo romanzo di Lindqvist e devo correggere la recensione. Jack, quel jack che scalpita e che mi fa sempre più impazzire incalza e sta facendo fare i salti mortali al suo compagno di viaggio nella storia che sto scrivendo. Non so ancora se tentare la via autonoma dell'autoproduzione oppure tempestare le case editrici quando sarà pronto. (qualche commento a riguardo sarebbe gradito)

Mi scuso ancora per le recensioni che dovevo mettere online a breve ma che per causa di forza maggiore, sono ancora in stand-by. I'm really sooooorry!

Ho visto il finale di stagione di Lost. BOOOOOM! Per me la migliore stagione. Vedremo cosa accadrà ai nostri eroi nelle prossime due stagioni.

Le ferie sono finalmente determinate. Grecia come previsto con la formula traghetto-macchina-appartamento. Non vedo l'ora.


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domenica, 25 maggio 2008, ore 09:22
scarabocchiato da LostWriter in cazzeggio, roma 2008

Non starò qui a raccontarvi la cronaca della gitarella Romana. Lascio alle foto dei suoi protagonisti sul campo spiegare tutto.

E se alla fine vi chiederete se sono di parte, beh assolutamente sì. Forza Nole, grande nuovo Re di Roma!

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